Progetto Mille Ponti, presentati i primi risultati dell’indagine tra gli studenti della Valpolcevera

da | Mag 12, 2022 | Notizie

Genova, 12 maggio 2022 – Sono per la maggior parte nati in Italia, per oltre il 30% da famiglie di origine straniera, le studentesse e gli studenti della Val Polcevera; possiedono quasi tutti smartphone e pc, ma mancano di competenze per poterli usare come strumenti di crescita e lavoro; vivono la scuola per lo più nel presente e fanno fatica a immaginare il loro futuro, slegato dall’impegno di oggi e sicuramente lontano da dove sono cresciuti.

Il messaggio che i 916 ragazzi delle scuole secondarie della Val Polcevera mandano al mondo degli adulti va cercato proprio nelle apparenti contraddizioni – ma anche negli evidenti “silenzi” – delle loro risposte raccolte nell’indagine 1000 Ponti che ALPIM ha condotto nell’arco degli ultimi due mesi e inserite su una apposita piattaforma digitale, grazie alla collaborazione dell’Università di Genova e della Fondazione Ansaldo. Questi dati sono stati presentati oggi al Teatro Rina e Gilberto Govi di Genova Bolzaneto in un incontro pubblico aperto ai dirigenti scolastici, ai docenti, agli studenti e alla cittadinanza, dove ha portato il suo saluto il Ministro dll’Istruzione, Patrizio Bianchi, collegato in video. “La metafora del ponte è una metafora preziosa – ha sottolineato – perché il ponte attraversa, unisce, ha qualcosa sotto e qualcuno sopra. Costruire il futuro dei ragazzi vuol dire dargli la possibilità di costruirsi ognuno il suo ponte”.

“Una prima esplorazione dei dati – commenta Andrea Pirni, professore di Sociologia politica all’Università di Genova – suggerisce tre punti da approfondire, riferiti ad altrettanti “ambienti”. La Rete: il campione presenta due possibili sottogruppi, quasi della stessa estensione percentuale ma nettamente distinti; vi è chi legge in continuità la relazionalità virtuale e quella in presenza e chi le mantiene nettamente separate. Il lavoro e lo studio: si coglie una certa decisionalità – da interpretare con cautela – riguardo al lavoro ma rimane rilevante il timore di non riuscire a completare gli studi necessari per ottenerlo. La Val Polcevera: ‘si sta bene’ ed ‘è un posto per viverci’ ma non è altrettanto percepita la possibilità di avere qui un futuro, soprattutto lavorativo”.

La ricerca si inserisce nel progetto Mille Ponti per le ragazze e i ragazzi della Val Polceveraideato da Alpim per contribuire a costruire un futuro di crescita e lavoro per i giovani che vivono sotto il nuovo ponte San Giorgio e questa indagine – per il numero di ragazze e ragazzi intervistati e per i risultati raccolti -rappresenta un punto di riferimento nuovo e importante per conoscere e rispondere alle esigenze di formazione dei più giovani. La rilevazione è stata coordinata sul campo da Chiara Ventullo, educatrice Alpim.

“Questa prima rilevazione che parte dal pensiero delle ragazze e dei ragazzi è la prima forma di riconoscimento, di attenzione – ha dichiarato Elena Tramelli dirigente Istituto Comprensivo Teglia –. Ma mettersi in ascolto non basta: i ragazzi hanno la necessità di trovare spazi di socialità, luoghi in cui poter realizzare esperienze significative, che consentano loro di conoscersi e comprendere i loro desideri, il loro saper fare e voler essere e soprattutto possibilità di costruire percorsi. I ponti sono percorsi e mi preme evidenziare due aspetti che mi fanno impegnare in questo progetto: il senso della costruzione di una rete di connessioni solide tra scuola, terzo settore, università, azienda territorio che sappiano guardare la Valpolcevera ma insieme la città e la dimensione globale in cui oggi è necessario rapportarsi”

“È un campo di lavoro quello che oggi proponiamo. Non un progetto chiuso e definito – ha commentato Luca Borzani, storico pubblicista e membro del Consiglio di Alpim –.  Siamo consapevoli delle complessità, dell’innovazione culturale che presuppone, ma anche delle concrete opportunità, di una riqualificazione territoriale che sia anche riqualificazione sociale, costruzione di cittadinanza che è poi appunto costruzione di futuro.   In Val Polcevera, esiste una concentrazione rilevante di attività industriale ad alta conoscenza, c’è la sede di uno dei luoghi della ricerca scientifica italiana (IIT), realtà come Esaote e SedApta,  il costituendo polo tecnologico degli Erzelli, tutti elementi che devono contribuire a costruire una nuova comunità educante che valorizzi la responsabilità sociale dell’impresa, un nuovo e più ampio patto territoriale con la scuola dell’autonomia che contribuisca a realizzare un nuovo distretto dell’educazione e formazione che abbia al centro l’insieme dell’offerta formativa della Valle e una nuova istituzione scolastica superiore pubblica, con programmi largamente innovativi, competitiva, capace di interfacciarsi con una pluralità di sbocchi occupazionali come con l’istruzione terziaria.”

Andrea Giannichedda, operatore sociale di Alpim, parte dalle numerose attività che l’associazione sviluppa quotidianamente: “In Val Polcevera costruiamo interventi educativi come se fossero abiti sartoriali. È difficile riassumere quello che facciamo, perché ogni confezione è un “capo unico”, perché unici sono le ragazze e i ragazzi, le loro richieste e quelle delle loro famiglie. Sintetizziamo gli elementi che condividiamo con la scuola, continuiamo a cucire e ricucire relazioni e soprattutto condividiamo che l’educazione sia finalizzata a offrire ai più giovani una bussola per orientarsi in una società sempre più complessa. In questa fase storica i ragazzi fanno fatica ad indossare e fare propri gli abiti degli adulti e spesso vorrebbero non crescere, e per questo in Alpim è nata la fantasia, generata da una “visione” di Carlo Castellano, del progetto Mille Ponti.”

A chiudere gli interventi la voce di due importanti realtà attive sul territorio: con i loro interventi Franco Fontana, amministratore delegato Gruppo Esaote e Giorgio Cuttica, amministratore delegato SedApta Group, hanno voluto testimoniare e far conoscere ai più giovani cosa e quanto Genova e anche la Val Polcevera possono offrire in termini di lavoro, futuro e prospettiva.

Lorenzo Fiori, direttore Fondazione Ansaldo: “Fondazione Ansaldo è custode di una larga parte della memoria industriale nazionale e della storia della Val Polcevera, a partire dalla costituzione della Gio. Ansaldo & C. che si sviluppò proprio lungo la valle, avviando filiere produttive che sono ancora oggi vanto ed eccellenza del nostro Paese a livello internazionale. I contenuti documentali, fotografici e filmici di questa memoria, molta della quale già digitalizzata e consultabile on-line, sono ricche di spunti valoriali, potenziali fonte d’ispirazione per le giovani generazioni anche in prospettiva di orientamento al lavoro. La Fondazione si è definita quale Fabbrica della Memoria con un obiettivo preciso: custodire il passato in ottica futura.  Custodire il passato non è infatti un compito algido, riservato a pochi eccellenti archivisti e studiosi, tutt’altro. Lavorare la materia della memoria aiuta a comprendere dove siamo oggi, come ci siamo arrivati e provare a pensare cosa mettere in valigia per affrontare il viaggio prossimo venturo e questi archivi sono materia a disposizione degli studenti non soltanto per scoprire la storia di un passato ma per provare ad immaginare un proprio futuro”

“Sappiamo che a livello nazionale, ad esempio con l’avvio del nuovo liceo quadriennale per la transizione ecologica e digitale (TED) e altre iniziative private per la formazione digitale, si cerca di rispondere a questi processi di innovazione – ha dichiarato Carlo Castellano, Presidente Alpim concludendo l’incontro –. Ma forse è arrivato il momento di fare un salto di qualità e progettare contenitori più adeguati che affrontino le nuove competenze richieste dal mondo del lavoro senza perdere la funzione di formazione umana e culturale dei ragazzi propria della scuola pubblica. Quella di oggi è solo la prima fase dei risultati dell’indagine per i ragazzi e ragazze della Val Polcevera, ed è preliminare alla definizione di concrete proposte di interventi che supportino i mille ragazzi a costruire il loro ponte verso il futuro. In autunno contiamo di presentare le nostre proposte.”

Da qui l’idea di sfruttare la sperimentazione del progetto Ted lanciato dal ministero con 28 nuove scuole italiane fortemente incentrate sulla conoscenza tecnologica e digitale, di cui solo una in Liguria, per lanciare l’idea di un liceo tecnologico in Val Polcevera. “Un liceo che non dia solo una conoscenza approfondita sulle tecnologie, ma che fornisca anche una formazione umana e sociale ai ragazzi – ha ricordato Carlo Castellano, presidente di Alpim – Questa è la nostra proposta. Sono tante le aziende che hanno partecipato alla costruzione del ponte, perché non possono partecipare anche alla costruzione di una nuova scuola? Dobbiamo fare un salto di qualità, dobbiamo colmare questo vuoto”.