On the road again
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PROGETTO FIDUCIA 

Responsabile del Progetto:  Avv. Carla Valaperta Fava

Coordinatore:  dott. Andrea Giannichedda

Con questo progetto, la cui attuazione è iniziata nel 1990, l’Alpim cerca di affrontare i problemi connessi alla crescita di ogni essere umano, con particolare attenzione al difficile periodo dell’adolescenza, fornendo sostegno alle famiglie e a tutte le Istituzioni cui la legge affida i ragazzi.

Attraverso il “Progetto Fiducia” l’Associazione prende in carico:

• minori (italiani e stranieri) dell’area civile, 

• minori (italiani e stranieri) dell’area penale 

e li inserisce in un percorso di recupero con progetti di largo respiro, concordati con le Istituzioni di riferimento, che consentono di seguire il ragazzo/a senza soluzione di continuità nel suo passaggio dall’area penale a quella civile e, malauguratamente, anche viceversa.

Per area civile si intende riferirsi a minori in stato di disagio, che vengono segnalati dai Servizi Sociali dell’Ente Pubblico, dalle scuole, dalle famiglie o da privati. Entrano nell’area civile anche i minori che hanno terminato positivamente il periodo di messa alla prova e divengono pertanto  di competenza dei Servizi Sociali dell’Ente Locale ma, non esistendo un passaggio di consegne automatico dall’uno all’altro Servizio, il minore rischierebbe di restare senza sostegno. L’Alpim ovvia a questa carenza perché non interrompe il suo sostegno nel periodo di transizione, con spese a proprio carico: ciò consente di stilare progetti di recupero ad ampio respiro, senza soluzione di continuità nel passaggio dal penale al civile o, malauguratamente, viceversa.

Spesso avviene che minori non conosciuti dai Servizi Sociali siano in stato di disagio anche grave e vengano segnalati all’associazione da altre fonti, quali la scuola, la famiglia ecc.

Il settore civile è sostenuto economicamente con un contributo del Comune di Genova e con contributi privati

Per area penale si intende riferirsi a minori che hanno commesso reato e che possono venire ammessi, su progetto dei Servizi Sociali Minorili del Ministero della Giustizia e per provvedimento del Giudice Minorile, alla misura penale della “messa alla prova” (ai sensi DPR 448/1988). Il progetto di “messa alla prova” può contenere prescrizioni di vario genere tipo lo studio, un lavoro o altra attività anche di volontariato, determinati orari ecc. Se la misura termina positivamente il Giudice dichiara estinto il processo con cancellazione del reato.

La legislazione italiana è particolarmente attenta alle problematiche minorili ritenendo che l’adolescenza sia un periodo in cui la personalità è in formazione e pertanto suscettibile di essere positivamente influenzata qualora se ne presenti la necessità.

L’Alpim mette a disposizione contenuti per la costruzione e la conduzione di progetti di “messa alla prova”, fornendo alle Istituzioni un attento monitoraggio dei risultati.

 I ragazzi vengono presi in carico su segnalazione dei Servizi Minorili della Giustizia (USSM – Ufficio Servizio Sociale Minorile; CPA – Centro Prima Accoglienza; Comunità Ministeriale).

Contratto annuale con il Centro Giustizia Minorile (a seguito di bando vinto) copre parzialmente le spese di questo settore

Il sostegno a tutti  questi ragazzi avviene attraverso

-  il Centro Alpim Granarolo 

- i progetti di educazione al lavoro non finalizzati ad inserimento occupazionale

- il servizio di volontariato e sport

 

CENTRO ALPIM GRANAROLO

Il Centro è situato in via Bartolomeo Bianco 53 (16127 Genova Granarolo) in un ampio edificio con giardino, è dotato di una cucina a norma di legge, di laboratori e spazi per le varie attività.

Gruppo di lavoro: 

• 1 responsabile del Centro e coordinatore degli educatori

• 2 educatrici

• 1 assistente sociale

• 1 consulente psicologo

• 1 assistente sociale consulente (volontaria)

• 2 artigiani esperti di laboratori

• Inoltre 1 volontaria cura la contabilità con supporto della segreteria. 

I ragazzi sono affidati ognuno a un educatore che è il referente responsabile del percorso educativo, riguardo al quale riferisce in seno all’equipe settimanale e, se penale, in sede di Commissione mista (Alpim e USSM/CPA). 

Partecipano a rotazione tirocinanti dell’Università di Genova, Facoltà di Scienze dell’Educazione e Facoltà di Giurisprudenza e tirocinanti del Corso di Laurea per Servizio Sociale.

I ragazzi  appartengono a diverse etnie e a diversi contesti e portano con sé un incredibile bagaglio di sofferenza, acuita dalle differenze sociali e culturali. 

Scopo degli interventi è affiancarli in un percorso di elaborazione del disagio e di scoperta delle proprie capacità alla luce di una speranza di vita più equilibrata e integrata nel mondo del lavoro e quindi nella società. 

In questa ottica la puntualità, il rispetto delle persone, delle cose sono un obiettivo e non un prerequisito, ed è fondamentale la ricerca di motivazioni, per superare le difficoltà connesse a un disturbo sociale di identità e aiutare l’adolescente a conquistare  capacità di progettarsi, rendendo possibile il riconoscersi e l’ acquisire una identità.

Attività: 

• di natura educativo/psicologica: colloqui con educatore e/o psicologo; cineforum su film attinenti ai problemi in discussione nel momento, con dibattito guidato dagli educatori; gruppi verbali ecc. 

• per educare alla manualità: laboratori di cartotecnica/legatoria; di piccola falegnameria; di ceramica e decorazione; orto, disegno, pelletteria...

• ludico sportive: pallavolo, arti marziali o altro in palestra;  tornei di pallavolo o altro, visite guidate un giorno alla settimana a scopo anche didattico tipo musei, mostre, conoscere la città, cercare un lavoro ecc.; gite sulla neve e al mare.

PROGETTI DI EDUCAZIONE AL LAVORO 

Gruppo di lavoro:

• 1 educatore coordinatore

• 1 educatrice 

•  Consulenza psicologo

• 1 volontaria per contabilità e supporto segreteria                         

• Colloqui con il ragazzo/a per conoscenza e orientamento (ripresa percorso scolastico/professionale; percorso lavorativo o altro)

• ricerca dell’artigiano nel settore più consono.

• stipula di convenzione tra l’Alpim, il ragazzo/a e il datore di lavoro

• Comunicazione informatica alle competenti autorità anche al fine di poter usufruire di assicurazione INAIL. RCT privata. 

• sostegno dell’equipe al ragazzo e al datore di lavoro durante tutto il percorso;

• monitoraggio del percorso e relazione conclusiva

• Il ragazzo/a riceve mensilmente la somma di denaro concordata in convenzione, pagata dall’associazione.

Nel 2014 il nostro servizio ha attivato 61 tirocini formativi.

•  tutti hanno  usufruito di orientamento educativo, consulenza e sostegno

 

SERVIZIO DI VOLONTARIATO E SPORT

Si tratta di ragazzi segnalati tutti dai Servizi Minorili della Giustizia in un percorso di “messa alla prova” di solito come corollario ad altri adempimenti. 

• 1 educatore con supporto della segreteria

• Colloqui con ragazzo/a  per conoscenza e orientamento; 

• ricerca risorsa adeguata alle esigenze (attività socialmente utili o altro, palestre, ecc.);

• accompagnamento presso Ente e sostegno lungo tutto il percorso;

• monitoraggio;

I numeri de "Progetto Fiducia" dal 1991


 Guarda qui la tavola di Metodologia di lavoro con i Servizi del Ministero di Giustizia